Scuola LibertAria Democratica di Salbertrand

Essere uno studente è stressante??? Vieni a scoprire cosa facciamo a Salbertrand!

Sostegno e creatività nell’apprendimento L’Associazione Cascina Margherita propone sul territorio della Val di Susa un percorso rivolto a bambini dai 6 anni, ragazzi e adolescenti per affrontare le difficoltà scolastiche con metodo, efficacia e originalità.

Offre

  • Supporto recupero scolastico scuola primaria, secondaria e biennio superiori
  • Didattica espressiva (attività a mediazione artistica)
  • Organizzazione e metodo di studio
  • Mediazione tra la famiglia e la scuola
  • Tutoraggio nell’apprendimento, alle famiglie e agli insegnanti
  • Tutor dell’apprendimento su DSA E ADHD
  • Formazione operatori su DSA, ADHD, BES

Gli incontri si terranno due volte al mese il sabato pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 17.00 presso i locali della biblioteca di Salbertrand (To) a partire dall’11 gennaio 2014.

Sarà possibile inserirsi in qualsiasi momento dell’anno. Sarà possibile iscriversi anche per 6 ore.
Sono previsti sconti per i fratelli e le sorelle degli iscritti.
Rapporto tutor-studenti 1:3 o 1:1, a seconda della necessità dello studente e/o della famiglia.

Per informazioni: Sabrina 349.6674329 e Daniela 347.8329123

 

Dicono di noi: “HomeShooling in Alta Valle” dal settimanale n.336 “In Alta Valle” del 6-3-2014

Tre famiglie dell’alTa Valle hanno avviatoo questo metodo di apprendimento L’istruzione è obbligatoria, non la frequenza. E chi l’avrebbe mai detto? A saperlo, da piccola, non avrei ceduto al temeabondo ritornello “Se non vai a scuola, ti ci portano i Carabineri!”. Basta avvisarli. E avviare, in accordo con la direzione scolastica, la scuola familiare.
Lo dice il nome stesso: un’educazione parentale, tra le mura di casa, con fratelli o sorelle o amici che hanno intrapreso la stessa avventura. Si tratta di un’impresa che merita attenzione e richiede impegno, energie ed un grande dinamismo da parte dei genitori. I bambini non frequentano le lezioni, ma eseguono in autonomia i programmi didattici supportati da mamme e papà (ma anche da nonni e zii volenterosi), periodicamente monitorati da tutor. Fantascienza? No, tre famiglie dell’Alta Valle hanno felicemente avviato questo metodo di apprendimento creativo, ma tutt’altro che improvvisato dato che trova la sua teorizzazione nelle tesi pedagogiche di Rudolf Steiner e di Maria Montessori.
Perché l’HomeSchooling? Da anni cercavamo un’alternativa in grado di offrire un modo di imparare senza competizione e senza stress del voto, dei compiti, della routine, ecc.
Al dovere abbiamo unito il piacere: nell’HomeSchooling il processo conoscitivo non avviene mediante l’acquisizione passiva di nozioni, magari a memoria, ma con l’esperienza diretta da parte dei ragazzi che si mettono in gioco, attivamente, per costruire i loro percorsi d’apprendimento per il gusto e la soddi-sfazione di sapere. Non è una scelta di comodo: richiede serietà e impegno, da parte dei ragazzi e di chi li segue. La svolta è avvenuta con l’appoggio di Cascina Margherita (www.cascinamargherita.com) che ha permesso l’avvio del progetto: i bambini ad oggi sono iscritti alla Scuola di Monteu e, alla fine di ogni anno scolastico, sostengono un esame non obbligatorio, ma che li mette in grado di confrontarsi con se stessi.
una scuola senza scuola: come funziona? Svolgiamo i programmi ministeriali a casa, senza frequenza, affrontando tutte le materie di studio. Il metodo viene scelto in base alle esigenze del bambino: classiche mattine con orari prestabiliti, pomeriggi dedicati all’approfondi-mento delle lingue straniere oppure materie a rotazione secondo il metodo steineriano, concentrandosi cioè su alcuni argomenti per mesi, per poi passare ad altri quando sono assimilati e padroneggiati con sicurezza. Vengono utilizzati i testi scolastici affiancati da altri materiali: sono addirittura i bambini stessi, che in libertà, suggeriscono quali libri scegliere assecondando le loro curiosità! Un giorno a settimana, tutti insieme, si dà vita al laboratorio tematico che permette di sviluppare il senso pratico, la creatività e il contatto diretto con i materiali più diversi. E poi ci sono le gite (l’ultima alla mostra di Renoir), lo sport (dalla piscina allo yoga) e le uscite nella natura per prendere coscienza dell’ambiente e della saggezza che ne deriva.
Esperimento riuscito? Sì. I bambini sono sorridenti e soddisfatti: hanno sviluppato una grande iniziativa che li rende attivi, attenti ed interessati alle realtà più diverse. Anche noi genitori siamo contenti: è una soluzione impegnativa, ma pienamente soddisfacente che, anche economicamente, non richiede ulteriori esborsi. Anche i ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento, come la dislessia, trovano un ambiente didattico congeniale per esprimersi senza trovarsi etichettati da una definizione troppo stringente.
una realtà nascosta: perché non si parla dell’HomeSchooling? Se ne parla, purtroppo tante volte senza cognizione di causa. Tra le accuse infondate sicuramente c’è quella di esporre il bambino al rischio di isolamento. L’HomeSchooling non comporta assolutamente l’esclusione della socialità anzi la amplifica: i bambini non solo hanno i loro amichetti, fanno sport ed escono come tutti i loro coetanei, ma sono coinvolti in una rete che li mette in contatto con esperienze, fatti e persone da cui trarre insegnamenti “vivi”. Non si tratta nemmeno di un’imposizione: i bambini hanno frequentato la scuola pubblica, ottenendo anche ottimi risultati, e hanno poi libera-mente deciso di sperimentare l’educazione familiare.
L’HomeSchooling è una scelta innovativa e coraggiosa. Sfatiamo il mito che la libertà sia l’anarchia. Qui non ci sono voti, orari, castighi, ma non si fa “tutto quello che si vuole”. Anzi lo stesso Steiner diceva che un tale approccio “educa la volontà. E dall’educazione della volontà dipende tutto il resto”.     La.Lo.

Scarica qui il pdf del settimanale “In Alta Valle” del 6-3-2014

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